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Un’amnistia disciplinare mascherata e l’ombra della politica che si allunga sull’autonomia degli Ordini: questi i due principali elementi di criticità che individua Roberto Longhin, avvocato cassazionista e consulente legale dell'OMCeO Torino, sull'emendamento Buonguerrieri, approvato in Commissione Affari Sociali alla Camera, che consentirebbe ai sanitari radiati per fatti legati al Covid di chiedere la reiscrizione ai loro Ordini. Nella sua dettagliata analisi della norma pubblicata oggi, venerdì 17 luglio 2026, sul sito Il Punto, il legale sottolinea come l'emendamento:

  • introduca «una causa straordinaria di reiscrizione, destinata a operare in deroga al sistema ordinario che presenta profili di evidente criticità sotto il piano della coerenza giuridica»;
  • non intervenga «in un vuoto normativo», ma introduca «una disciplina speciale e derogatoria rispetto al regime ordinario, la cui compatibilità con i principi dell’ordinamento professionale appare problematica»;
  • si chiede come possa «essere reiscritto un soggetto che, giuridicamente, è iscritto all’albo professionale senza soluzione di continuità e non ha mai perso il relativo status», considerato che la reiscrizione si limita ai casi ancora pendenti alla Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie (Cceps);
  • sembri configurare «una forma di amnistia disciplinare indiretta, destinata a incidere sugli effetti delle sanzioni in fase di consolidamento e a sottrarre alla dinamica ordinaria dell’ordinamento professionale la definizione delle conseguenze della responsabilità disciplinare»;
  • sia un intervento «che mina l’autonomia della professione e degli Ordini, chiamati a confrontarsi con una scelta legislativa che ne ridisegna dall’esterno ruolo e prerogative».

Secondo l'avvocato Longhin, dunque, «il rischio, in ultima analisi, è quello di aprire la strada a un modello nel quale il legislatore, attraverso interventi eccezionali e dettati dall’urgenza del consenso politico, finisca per sostituirsi agli Ordini nelle valutazioni che costituiscono il fondamento stesso dell’autogoverno professionale». Un rischio che non si può correre.

Leggi qui l'analisi completa dell'avvocato Longhin: https://ilpunto.it/etica-e-deontologia/reiscrizione-sanitari-no-vax-radiati-autonomia-ordini/