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Sfide tutte nuove da combattere per l'odontoiatria italiana. E l'approccio per affrontarle deve essere proattivo, innovativo e inclusivo. Qui le riflessioni di Filippo Stefani, componente della Commissione Albo Odontoiatri (CAO) lagunare e presidente di ANDI Venezia, moderatore della seconda sessione del convegno Assistenza sanitaria: le prospettive delle nuove necessità e le relative soluzioni organizzato dall'Ordine sabato scorso, 8 febbraio 2025, nella Scuola Grande di San Marco. 

«Al recente convegno sul futuro dell'assistenza sanitaria in Italia, organizzato dall'Ordine, l’odontoiatria ha avuto uno spazio dove ribadire quanto sia presente l’assistenza odontoiatrica nel territorio. L’odontoiatria in Italia è per il 90% svolta da studi privati che lavorano potenziando l’attività del Sistema Sanitario Nazionale.
Durante la pandemia Covid-19 nel periodo del lockdown gli studi dentistici, distribuiti capillarmente in tutto il territorio nazionale, sono rimasti aperti per le emergenze odontoiatriche per evitare che la cittadinanza raggiungesse i pronto soccorsi già impegnati dall’emergenza pandemica.

Altra assistenza è fatta, nella provincia di Venezia, con la guardia odontoiatrica festiva che durante tutti i weekend di tutto l’anno, ormai da trent’anni, risolve le richieste di urgenze dei cittadini dirottati dalle farmacie o dai pronto soccorsi. Questa è un'iniziativa di ANDI Venezia (Associazione Nazionale Dentisti Italiani sezione lagunare).

Da poco è stato rinnovato il nostro Consiglio dell’Ordine dei Medici e Chirurghi ed Odontoiatri e i nuovi vertici stanno già parlando di istituire un servizio di assistenza odontoiatrica domiciliare ai pazienti allettati e anziani.

Con la pandemia Covid-19 le condizioni economiche sfavorevoli hanno provocato una diminuzione del 10% della spesa per le cure odontoiatriche delle famiglie italiane con un minor accesso agli studi dentistici per visite da parte dei cittadini. Questo ha avuto ripercussioni negative sulla prevenzione della malattia cariosa e gengivale e del carcinoma del cavo orale con un aumento delle patologie odontoiatriche.

L’assistenza sanitaria odontoiatrica sta affrontando sfide emergenti dovute all'evoluzione delle necessità della popolazione. Le nuove prospettive richiedono soluzioni innovative per garantire accesso, qualità e sostenibilitàLe nuove necessità sono conseguenze di:

  1. invecchiamento della popolazione: l'aumento della popolazione anziana comporta un incremento delle patologie orali croniche (per esempio parodontite e perdita dentale) e la necessità di trattamenti più complessi come implantologia e protesi;
  2. disparità nell’accesso alle cure: differenze socio-economiche limitano l’accesso ai servizi odontoiatrici, soprattutto per le fasce più vulnerabili (bambini, anziani e migranti);
  3. prevenzione e diagnosi precoce: c'è la necessità di intensificare i programmi di educazione alla salute orale e favorire la diagnosi precoce di patologie come il carcinoma orale;
  4. impatto delle tecnologie digitali: si fa sempre più crescente la domanda di trattamenti personalizzati e poco invasivi tramite tecnologie come scanner intraorali, stampa 3D e intelligenza artificiale.

Quali possono essere le soluzioni? Innanzitutto un potenziamento della prevenzione: bisogna investire in campagne di educazione sanitaria nelle scuole e nelle comunità e offrire controlli periodici gratuiti per favorire la diagnosi precoce. Fondamentale, poi, la digitalizzazione dei servizi odontoiatrici: l'uso di tecnologie come telemedicina e scanner digitali può ridurre i costi e migliorare la qualità delle cure. Si deve lavorare anche per rendere l'assistenza pubblica accessibile, magari creando pacchetti di cure odontoiatriche essenziali gratuite o a basso costo per le fasce svantaggiate: questo favorirebbe anche una maggiore integrazione dell’odontoiatria nei sistemi sanitari nazionali. E infine sostenere la ricerca e lo sviluppo su nuovi materiali biocompatibili, sui trattamenti rigenerativi e per l’uso dell’intelligenza artificiale nella diagnosi e nella pianificazione dei trattamenti.

Le nuove necessità in ambito odontoiatrico, insomma, richiedono un approccio proattivo, innovativo e inclusivo. Implementare soluzioni orientate alla prevenzione, all’accessibilità e all’integrazione delle tecnologie sarà cruciale per garantire una migliore salute orale e generale della popolazione».

Dottor Filippo Stefani, Componente CAO OMCeO Venezia e Presidente ANDI Venezia