Ospedali italiani promossi o bocciati dall'ultimo Programma Nazionale Esiti, diffuso dall'Agenas il 9 dicembre scorso sui dati relativi al 2024, che monitora e valuta la qualità dell'assistenza sanitaria italiana, l'efficacia, l'appropriatezza, la sicurezza e l'equità delle cure ospedaliere con l'obiettivo di individuare le criticità per migliorare il Servizio Sanitario Nazionale. «Guardando l'analisi temporale c'è un miglioramento veramente importante della qualità della sanità pubblica in generale» ha commentato il presidente dell'OMCeO veneziano Giovanni Leoni, ospite nella sua veste di vice FNOMCeO, ieri, giovedì 11 dicembre, dello spazio Timeline di Sky Tg24.
Dopo aver ringraziato i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari che con il loro lavoro quotidiano contribuiscono a questi risultati, il presidente Leoni ha sottolineato anche come la medicina italiana si sia molto trasformata in particolare in alcuni ambiti - gli interventi delle breast unit per il tumore alla mammella, ad esempio, l'inversione di proporzione tra chirurgia open e laparoscopica nel colon retto o l'aumento della chirurgia robotica negli interventi alla prostata, urologici o ai reni - e spiegato come, però, in realtà questi dati debbano essere analizzati alla luce dei parametri strettamente settoriali che li definiscono, senza tenere conto del valore assoluto delle strutture e del carico di lavoro che hanno.
Lapidario, poi, il presidente Leoni rispondendo a una domanda sullo scandalo gettonisti al San Raffele di Milano. «Come in tutti gli ambiti, anche in sanità la qualità si paga. Non è possibile avere profesisonisti di qualità senza avere anche stipendi adeguati alla media europea. Non è possibile tagliare sulla formazione del personale o l'evoluzione di carriera, in particolare negli ambiti a maggior rischio, come l'emergenza-urgenza, la chirurgia o il settore cardiovascolare, in cui il personale è sottoposto a più stress.Queste sono persone dedite esclusivamente a questo tipo di attività, che non hanno proprio tempo per la libera professione e scelgono per vocazione questo tipo di attività. Bisogna gratificarle: lo stress e l'intensità devono essere parametrate ai tempi di riposo e a uno stipendio adeguato. Altrimenti uno poi fa altre scelte o si cerca un ambiente che sia un po' meno stressante per la sua vita normale».
Dal presidente Leoni, infine, anche uno sguardo al territorio. «Tutti i criteri del Programa Nazionale Esiti - ha detto - sono fatti per le dimissioni ospedaliere. Ma bisogna monitorare in modo specifico anche le attività territoriali, i medici di Medicina Generale ad esempio, fondamentali per mantenere l'aderenza terapeutica, gli standard di qualità, soprattutto per le patologie internistiche, e lo stato di salute delle persone, in modo che non debbano tornare in ospedale».