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Il prof. Alfredo de Rosa Vice Presidente regionale dell'Associazione Malati Reumatici del Veneto, con il patrocinio dell'OMCeO Venezia, organizza il Convegno dal titolo: "Piede Diabetico e comorbilità reumatiche, un problema sociale" che si svolgerà sabato 12 novembre 2022 a Venezia presso il Circolo Sottufficiali Marina Militare.

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DIABETE E ARTRITE REUMATOIDE VANNO A BRACCETTO
Ci sono infinite patologie che hanno un impatto sociale nel nostro paese , che spesso inducono i pazienti a rinunciare al lavoro o addirittura alle cure. Due di queste sono il DIABETE e le patologie REUMATOLOGICHE; INFATTI CHI SOFFRE DI DIABETE DI TIPO UNO HA UN RISCHIO CINQUE VOLTE MAGGIORE DI AMMALARSI DI ARTRITE.
Artrite reumatoide e diabete di tipo uno hanno molto in comune, più di quanto si possa pensare. Una ricerca apparsa su Arthritis Rheumatism dimostra che avere il diabete di tipo uno fa crescere non poco il rischio di artrite.
Uno degli ultimi dati ISTAT dice che in Italia ci sono almeno 4 milioni di diabetici: il diabete di tipo 1, detto anche insulino-dipendente o autoimmune colpisce circa 500.000 persone, il diabete di tipo 2 oltre 3 milioni e mezzo. C'è da dire  che una ampia fetta di persone con diabete di tipo 2 ( circa il 30%) non sa di avere la malattia, per cui il numero complessivo dei pazienti diabetici potrebbe superare di lungo i 5 milioni. E ancora tanti sfuggono alla diagnosi.
Nella Regione Veneto, dove vivono circa 5 milioni di persone, si stima siano presenti circa 300mila individui con diagnosi di diabete, di cui circa 15000 con diabete di tipo 1 e i rimanenti per la maggior parte con diabete tipo 2sono oltre 3 milioni e 200 mila in Italia le persone che dichiarano di essere affette da diabete, il 5,3% dell' intera popolazione ( 16,5 % fra persone di 65 anni e oltre. La diffusione del diabete è quasi raddoppiata negli ultimi trent'anni. Grazie all'anticipazione della diagnosi ( che porta in evidenza casi prima sconosciuti) nell'ultimo decennio, la mortalità per diabete si è ridotta di oltre al 20% in tutte le classi di età. Questa patologia è più diffusa nelle regioni del Mezzogiorno  dove il tasso standardizzato per età è pari al 5,8% contro il 4,0% del Nord.
Obesità e sedentarietà sono rilevanti fattori di rischio per la salute in generale, ancora di più per la patologia diabetica. Tra i 45-64enni la percentuale di persone obese che soffrono di diabete è al 28.9% per gli uomini e al 32.8% per le  donne. Nella stessa classe di età il 47,5% degli uomini e il 64,2% delle donne con diabete non praticano alcuna attività fisica leggera nel tempo libero. Non diversa la situazione in Italia relativa alle malattie reumatiche. Più della metà degli italiani ignora che è possibile prevenire le malattie reumatiche, ma il 5.5 milioni ne soffre. 7 persone su 10 credono ancora che le cause risiedono nell'invecchiamento e nell'umidità, mentre la reumatologia compie passi da gigante,  quanto a prevenzione, diagnosi e terapie. Queste malattie reumatiche interessano circa 5.5 milioni di italiani, pari a un decimo della popolazione, di cui 3,5 sono donne. Di questi, l'1% ha meno di 18 anni, il 18% dai 19 ai 60 anni e 81%  di pù di 60.
Tuttavia al numero andrebbero aggiunti anche quanti trascurano la malattia e non si sottopongono ad una visita specialistica. Delle 150 patologie che compongono il nutrito gruppo delle malattie reumatiche, solo l'artrosi e l'artrite interessano il 16% degli italiani, mentre l'osteoporosi il 7,6%. La spesa per queste malattie è stimata in circa 6 miliardi di euro l'anno. Circa 2/3 dei costi è rappresentata da perdita di produttività per 300.000 lavoratori ( costi indiretti). Per concludere, è ormai accertato che tra le cause che favoriscono l'insorgere di queste malattie autoimmuni c'è il fumo, la sedentarietà, l'eccesso di peso, l'alimentazione scorretta. Anche se la maggior parte degli italiani non lo sa, la  PREVENZIONE PRIMARIA contro le malattie reumatiche e diabetiche, non solo è possibile, ma si rende necessaria: avere uno stile di via corretto, seguire le regole del benessere, tenere sotto controllo i valori della glicemia e del peso corporeo, fare movimento, non cibare con quantità enormi , eliminare le sigarette. Solo queste ultime, in un soggetto predisposto, aumentano di 15 volte i rischi di artrite Reumatoide. Ovviamente una diagnosi precoce e il rivolgersi  tempestivamente allo specialista reumatologo, sono fondamentali per avere il massimo effetto delle cure. Oggi in reumatologia si hanno a disposizione terapie con le quali si riesce a garantire la remissione della patologia e quindi il  ritorno alla vita normale.
Tutto questo è legato all'ampia diffusione di informazione e formazione che l'Associazione Diabetici e Malati Reumatici fa sul territorio al fine di migliorare la qualità assistenziale, la continuità terapeutica, migliorare le conoscenze del paziente sulle proprie patologie, infine migliorare la qualità della vita. 

Prof. Alfredo de ROSA
Vice Presidente A.Ma.R.V. ODV