Visite: 283

Da un lato l’innovazione digitale che permea ormai anche gli ambulatori dentistici, dall’altro le conformità legali degli studi da perseguire per vivere senza troppa ansia le possibili verifiche delle autorità. È stata una serata molto particolare quella dal titolo Tra schemi e verbali: l’evoluzione della teleodontoiatria e la gestione dello stress da controlli NAS organizzata lo scorso 9 giugno nella sede dell’Ordine dal presidente della CAO lagunare Giuliano Nicolin.
Uno spazio di approfondimento e confronto per sondare le nuove tecnologie che hanno ridefinito i confini dell’assistenza clinica, introducendo nuove opportunità, ma anche inedite complessità burocratiche, e per offrire allo stesso tempo gli strumenti pratici necessari a gestire le ispezioni negli studi odontoiatrici senza patire stress eccessivi.
«Una serata atipica, un po’ fuori dal normale e dalla formazione classica – l’ha definita il presidente Nicolin – ma temi, credo, molto interessanti e qualificanti per la nostra professionalità». Prima di entrare nel vivo degli argomenti, la parola è andata a Ferdinando Barracano, consulente dell’Ordine per le questioni assicurative, che ha presentato l’associazione no profit Salute e Welfare, «che ha l’obiettivo – ha spiegato – di trovare soluzioni di garanzia e di tutela professionale innovative, non reperibili sul mercato tradizionale». Proposte per gli iscritti che riguardano, ad esempio, novità interessanti per l’RC professionale, l’RC patrimoniale da integrare, la tutela legale, con copertura penale fino a 50mila euro per ogni evento e la possibilità di scegliere liberamente il proprio avvocato, o le coperture per la non autosufficienza, complementari a quelle offerte dall’ENPAM, ed estese fino agli 84 anni. «Polizze – ha aggiunto il consulente – più adatte ai professionisti e più vantaggiose perché la loro forza nasce dalla collettività e che danno l’assoluta certezza di avere studio e patrimonialità ben coperti».

Guarda qui i volti dei protagonisti

La prima parte della serata è stata dedicata alla presentazione di Oralwiev, un sistema di teleodontoiatria basato su uno spazzolino sonico con videocamera ad alta definizione, da parte di Sabrina Beltrandi, a capo di un’azienda torinese, e del consulente per l’innovazione Massimiliano Baioni. «Non solo un dispositivo – hanno precisato i relatori – ma un vero e proprio protocollo che stiamo mettendo a punto e che mira a migliorare la comunicazione tra dentista e paziente, permettendo monitoraggi da remoto, consulenze e pre-triage tramite un’app dedicata».
Nel concreto il sistema si basa su un hardware specifico: uno spazzolino sonico di ottima qualità dotato di una videocamera HD che si collega a un’applicazione a doppio ingresso – vi possono accedere cioè sia il dentista sia il paziente – fruibile da tutte le piattaforme. «Tramite l’app – ha spiegato il dottor Baioni – il paziente può inviare all’odontoiatra foto, video e documentazione clinica, oppure richiedere un video consulto live o asincrono. Lo spazzolino trasmette in tempo reale le immagini della bocca. L’obiettivo è ottimizzare i tempi e ridurre i costi di gestione: il paziente lo usa a casa, tu vedi tutto da remoto con immagini ad alta definizione archiviate e tracciabili. Per il paziente significa meno attese, meno spostamenti, meno ansia per il post operatorio e soprattutto sentirsi seguito».
L’uso potrebbe essere di grande impatto soprattutto per le persone più fragili o disagiate: gli anziani accolti nelle RSA, gli ospiti delle cliniche per disabili o, ancora, il personale delle compagnie marittime o viaggiante nelle navi mercantili senza medico a bordo. Lo spazzolino, acquistato dai dentisti, potrebbe essere regalato ad alcune tipologie di loro pazienti – «offrendo così un servizio che nessun altro ha» hanno sottolineato i relatori – addestrati poi al suo uso.
Il progetto, inoltre, garantisce la massima sicurezza dei dati nel rispetto della normativa sulla privacy perché le immagini rimangono salvate localmente sul telefono del paziente e non finiscono in alcun server esterno.
Se in un primo momento Oralwiev prevede soprattutto la gestione dei video consulti e di contatto rapido con il proprio curante, nelle fasi successive sarà integrato prima, in autunno, con l’agenda del dentista, poi anche con un sistema di fatturazione elettronica.
«Il motto che usiamo per questo device – hanno concluso la dottoressa Beltrandi e il dottor Baioni – è il dentista sempre in tasca. I campi di applicazione sono molteplici: dal semplice follow-up a trattamenti come impianti o interventi chirurgici impattanti».

Di tutt’altro tono, invece, la seconda parte della serata che ha visto protagonista Daniele Quadrelli, consulente aziendale e formatore in ambito sanitario, che è stato per oltre 30 anni il referente della sezione sanitaria del NAS Carabinieri di Treviso, competente sulle province di Belluno, Treviso e Venezia, che ha illustrato ai presenti le norme e le responsabilità penali, legali e assicurative nella gestione dello studio e le possibili criticità che possono far incappare in sanzioni, anche pesanti, durante le ispezioni delle autorità.
Partendo dall’impatto della legge Gelli-Bianco, il cui decreto attuativo sugli obblighi di assicurazione delle strutture sanitarie è entrato in vigore 16 marzo 2024, il relatore si è soffermato sull’importanza delle coperture e ha evidenziato come il direttore sanitario «abbia una forte responsabilità di garanzia giuridica e gestionale, inclusa la verifica delle abilitazioni del personale. In assenza di una specifica polizza di responsabilità civile patrimoniale, è lui a rischiare di rispondere civilmente con i propri beni. Insomma, se non ha questa copertura, potrebbe giocarsi la casa».
Altro nodo cruciale l’obbligo di istituire il Comitato Valutazione Sinistri (CVS) per governare il rischio assicurativo, obbligo ancora oggetto di discussione per i singoli studi, ma da attivare, volendo anche tramite servizi esterni in convenzione, per le strutture gestite da società. «La mancata attivazione del CVS – ha precisato il dottor Quadrelli – non comporta sanzioni pecuniarie, ma espone al rischio che le polizze non coprano i danni e impedisce di ottenere riduzioni sul premio assicurativo».
Il consulente e formatore, facendo riferimento alla sua pluridecennale esperienza sul campo, si è poi inoltrato in una lunga lista di elementi da tenere sotto controllo, offrendo consigli pratici per affrontare le ispezioni del NAS con serenità e collaborazione, innanzitutto destinando una sola persona dell’ambulatorio a seguire l’attività di controllo, un collaboratore che conosca alla perfezione tutta la documentazione dello studio. I carabinieri passeranno in rassegna, ad esempio, l’elenco del personale, il certificato di agibilità, l’autorizzazione all’esercizio, i documenti relativi alle sorgenti radiogene. Ma si concentreranno, tra l’altro, anche sulla verifica degli apparecchi elttromedicali, sulla formazione dei collaboratori, sulla normativa antincendio, sullo smaltimento dei rifiuti pericolosi e sulla sterilizzazione.
«È fondamentale – ha sottolineato il dottor Quadrelli – avere protocolli scritti e documentazione organizzata. Particolare attenzione, ad esempio, va prestata alla gestione dei farmaci e degli anestetici scaduti, che devono essere rigorosamente separati da quelli validi per evitare denunce penali. E, sul fronte anestesisti, è fondamentale anche far firmare ai collaboratori esterni un’autocertificazione che attesti la loro abilitazione e l’assenza di incompatibilità con il servizio pubblico».
Focus dedicati, infine, anche:

  • all’importanza di far firmare il consenso informato ai pazienti;
  • alle criticità relative all’impiego di professionisti stranieri in deroga, opportunità possibile fino al 2029;
  • all’obbligo dei crediti ECM per evitare lo stop delle coperture assicurative;
  • alla produzione “in house” dei dispositivi medici e alla distinzione tra il lavoro dell’odontotecnico, artigianale e non sanitario, e quello dell’odontoiatra;
  • alla possibilità della videosorveglianza, che, però, non deve mai inquadrare i dipendenti senza autorizzazione.

«Grazie alle polizze RC professionali e patrimoniali – ha concluso il dottor Quadrelli – alla possibilità di istituire il Comitato Valutazione Sinistri, soprattutto, all’adozione di protocolli rigorosi in alcuni ambiti, come la sterilizzazione, la gestione farmaci e la sicurezza sul lavoro, prevenire multe e rischi penali è possibile. E questa è una buona notizia».

Un incontro, insomma di grande concretezza e tanti consigli utili quello vissuto all’Ordine. Nell’attesa dell’ultima delle 4 Serate Odontoiatriche 2026, organizzate sempre dal presidente CAO Giuliano Nicolin, che il prossimo 7 luglio vedrà protagonista il professor Eriberto Bressan, specialista in Implantologia Orale ed Extraorale e in Ortognatodonzia, docente al dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Padova, nonché fondatore e presidente eletto dell’Italian Academy of Osseointegration (IAO), che si occuperà del tema: Protesi conometrica implantare. La precisione e la facilità in guidata senza viti e cemento, what else?

Chiara Semenzato, giornalista OMCeO Venezia